iptables save and restore

Il comando iptables è lo strumento normalmente usato per la gestione del packet filtering nel kernel di Linux. Una parte delle sue funzioni di firewall è anche utilizzabili anche dall’utente Desktop. In particolare, in Fedora Core 4 c’è la finestra per l’impostazione del livello di sicurezza, che è implementata proprio con iptables. Se invece siete un amministratore e usate direttamente il comando iptables, sappiate che le modifiche apportate vengono perse al reboot del sistema. Per renderle definitive ecco il comando da eseguire:

iptables-save > /etc/sysconfig/iptables

Per salvare la configurazione corrente in modo da poterla ricaricare a piacere in un momento successivo:

iptables-save > myfile

Per ricaricare una configurazione a piacere:

iptables-restore < myfile

Per azzerare completamente la configurazione iptables (fino al prossimo reboot):

iptables-restore < /dev/null

Attenzione: l’ultimo comando azzera completamente ogni firewall, usatelo solo se il vostro sistema non è collegato ad internet oppure è già protetto da un altro firewall.

Ripristino audio

Può succedere che qualche applicazione alteri i parametri della scheda audio (volumi, equalizzazioni, ecc.) e/o del driver ALSA. A me succede a volte con amaroK. Per ripristinare la configurazione iniziale, cioè quella dopo il boot, chiudere le applicazioni che stanno usando la scheda audio e digitare:

su -c "/sbin/alsactl restore"

Digitale terrestre su Linux

Tux guarda la TVHo acquistato un ricevitore per la tv digitale terrestre da laptop, precisamente un Digicom DigiTUNE. E’ un oggetto poco più grande di una penna USB, da un lato ha un connettore USB e dall’altro una prese per antenna. Nella confezione c’è anche una piccola antenna da esterno e un telecomando. Il digitale terrestre (DVB-T) è ben supportato da Linux, ma la configurazione non è automatica. Qui ho descritto i passi necessari per poter vedere la tv digitale terrestre su Linux, in particolare su una Fedora Core 4.

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Suicidi e linux.org

Su La Repubblica di oggi, un articolo parla di un povero ragazzo che si è suicidato. Secondo suo padre, il ragazzo aveva trovato su qualche blog le istruzioni dettagliate per un corretto suicidio con il biossido di carbonio. Oltre alla solita e irritante associazione Internet = male, tra le colonne dell’articolo c’era la foto di uno schermo di pc con un’immagine completamente fuori contesto. In questo caso si vedeva un browser, presumibilmente Firefox, con la home page di linux.org. Che sia un messaggio subliminale del tipo Linux incita al suicidio?

Una webcam per Linux: le applicazioni

Dopo l’acquisto di un webcam ed essere riuscito a farla funzionare con Linux, ho iniziato a cercare delle applicazioni che possano sfruttare.

La prima che ho provato è gnomemeeting, che ora sta cambiando nome in Ekiga. La parte video funziona perfettamente ma il programma ha dei problemi ad attraversare routers con NAT. La nuova versione, di prossima uscita, dovrebbe superare questo problema, sempre che non arrivi prima Skype Video per Linux.

Ho poi provato CamStream, una piccola applicazione adatta per scattare delle istantanee con la webcam e copiare via ftp su un sito. Si possono anche eseguire degli scatti ad intervalli regolari salvarli come altrettanti file in formato JPEG.

Per finire ho provato VLC. E’ un player multimediale molto potente che dispone anche di funzioni di tipo server. Tra queste la possibilità di catturare audio e video da una webcam supportata da Video4Linux. Il flusso audio video può essere salvato in vari formati oppure inviato in streaming in vari metodi (HTTP, MMSH, RTP, UDP) e con varie codifiche video e audio (MPEG, WMV, ecc.). Devo ancora esplorarlo bene ma è molto promettente.

I programmi elencati sono tutti disponibili come RPM per Fedora Core 4. In particolare gnomemeeting fa parte dei pacchetti standard; CamStream del database extras; VLC si trova sul repository Dries (sul sito trovate le istruzioni per aggiungere il repository a yum). Ecco come installarli:

yum install gnomemeeting
yum install camstream
yum install videolan-client

Tux Paint 0.9.15

Tux painting Alla fine dell’anno scorso è stato rilasciata la versione 0.9.15 di Tux Paint. Tux Paint è programma di disegno per ai piccoli utilizzatori di Linux. E’ dotato di un interfaccia semplice e colorata, con feedback sonoro su molte azioni, ogni tipo di pennello ha un suono diverso. Ci sono poi delle magie, degli effetti grafici molto divertenti, anche questi dotati di suono. L’interfaccia è poi disegnata pensando ai bambini, a prova di errore: se per esempio si preme il tasto destro o quello centrale del mouse, il programma avverte di usare quello di sinistra.

Queste le principali novità introdotte con la nuova versione:

  • Ora sono supportate risoluzioni superiori alla vecchia 800×600, che ora è il default.
  • Ora i timbri possono essere scalati maggiormente.
  • Nuove magie: macchiare, erba, mattoni, scurire, colorire, cartoon.
  • Vari miglioramenti alla GUI e alla stampa.
  • Migliorato l’aspetto dei pulsanti colore.
  • Aggiunti nuovi timbri alla collezione.

Per Fedora Core 4 non sono stati rilasciati aggiornamenti ufficiali, per cui consiglio di scaricare gli RPM direttamente dal sito del progetto:
Il programma: tuxpaint-0.9.15b-1.fc4.i386.rpm
I timbri: tuxpaint-stamps-2005.11.25-1.noarch.rpm
Consiglio anche di provare l’opzionale tuxpaint-config-0.0.6-1.i386.rpm, una semplice GUI per la configurazione di Tux Paint.

Sincronizziamo con Unison

Unison logoSe vi trovate nella necessità di sincronizzare delle cartelle di due pc, tipicamente un portatile e un dekstop, in modo da avere sempre, su entrambi, la versione aggiornata dei file contenuti, allora vi può essre utile Unison. Unison è una piccola applicazione gnome che esegue il confronto tra una cartella locale ed un’altra, tipicamente remota e riconosce automaticamente la direzione della sincronizzazione, lasciando comunque all’utente la decisione finale su cosa e come sincronizzare.
Per funzionare è necessario che Unison sia installato sulla macchina locale e sulla macchina remota.

Sommario delle caratteristiche:

  • Diverse configurazioni possono essere memorizzate nei profili.
  • Accesso alla directory remota via SSH, RSH, Socket o directory locale(!)
  • Diversi metodi per la risoluzione dei conflitti e visualizzazione delle differenze in caso di file di testo.

Limitazioni:

  • Non è possibile eliminare un profilo dalla GUI, è necessario editare il file di configurazione.
  • La procedura di creazione dei profili è poco intuitiva.

Gara di velocità Wine contro Windows XP

Sul wiki ufficiale del progetto Wine, trovate alcuni benchmark che confrontano la velocità di esecuzione di Wine e Windows XP. Sorprendentemente molti test sono vinti da Wine e nel complesso sembra che il risultato finale sia un pareggio. Il pareggio mi pare un ottimo risultato per Wine, che conferma la mole di progressi fatti dagli sviluppatori. Comunque, oltre i risultato, la cosa che mi sorprende di più è che la gran parte dei test usati funziona anche su Wine. 😎

Personalmente uso Wine per: eseguire Internet Explorer 6 e accedere ai pochi siti ostili a Firefox: eseguire Allofmp3 Explorer. Sto anche aspettando con impazienza una versione di wine che faccia funzionare decentemente Google Earth, a meno che non arrivi prima la versione nativa per Linux. 🙂